
BARÒCO E CANTO PRIMO (Sottotesto, sovratesto e altri fantasmi) è una raccolta poetica che s’ispira – con straniante ironia – al poema barocco e alla meditazione metafisica. Ogni testo è un tassello d’un discorso più ampio sulla condizione umana. Il linguaggio si piega, si contorce, si fa debordante e visionario.
L’amore, la morte, il desiderio, la fede, il dubbio: ogni tema appare come un volto che emerge e poi scompare in fretta. I versi evocano immagini febbrili, figure simboliche, lampi filosofici e confessioni intime che s’alternano come maschere d’una tragedia antica. Nulla è stabile: ogni verità sembra incrinarsi, ogni certezza si trasforma.
L’autore attraversa territori opposti – fede e scetticismo, estasi e disincanto, spiritualità e carne – ma al centro di tutto rimane sempre l’uomo, fragile e magnifico, che si muove tra illusioni, passioni e desideri di verità, consapevole come ogni parola possa essere, al tempo stesso, rivelazione e inganno.